mercoledì 17 maggio 2017

Intervista a Manuela Ottaviani, autrice di Maria Maddalena

Manuela Ottaviani autrice di
"Maria Maddalena - La donna di Gesù"
di Roberta De Tomi

L'abbiamo conosciuta e apprezzata con Arianna Note's (leggi la precedente intervista qui): Manuela Ottaviani, scrittrice e artista a tutto tondo che non si lascia ingabbiare nella rete delle definizioni, ha pubblicato da alcuni mesi Maria Maddalena - La Donna di Gesù (DAE Editore), un romanzo basato su un forte lavoro di studio e documentazione cui si intreccia la componente dell'amore, vero perno di tutta la vicenda. In attesa della presentazione del libro, che si terrà sabato 27 maggio alle 17.00 presso la libreria Àncora di Monza (Pavoni 1/5), ecco l'intervista. 




La locandina dell'evento
Ciao Manuela, bentornata tra noi. Arrivo subito alla prima domanda: come nasce questo tuo lavoro?
    La genesi di questo lavoro - e mai termine è più appropriato vista la tematica che affronto :-) - è antica... diciamo che da sempre la figura della Maddalena mi ha attratto e respinto in egual misura... il suo passato oscuro, la sua vicinanza totale a uno dei personaggi più straordinari della storia dell'uomo, la sua devozione assoluta, il suo essere minoranza silenziosa in un gruppo prevalentemente maschile... ho sempre trovato scandaloso il “noli me tangere” che Gesù le rivolge la mattina della resurrezione...come? Mi dicevo lei è lì per te e tu le dici non toccarmi, non mi trattenere? Ho sempre pensato che la Maddalena avesse subito una grande ingiustizia con quel “non toccarmi”. In quella donna c'era un fuoco bruciante, una passione infinita, un coraggio assoluto. Forse è per questo che ho fatto in modo che mia figlia, la prima, si chiamasse Maddalena.

Chi è la Maria Maddalena di cui ci racconti?

    La mia Myriam di Migdal è un'ebrea. Fortemente ebrea. E il suo nome in tutto il romanzo è Myrian non Maddalena. Anche di questo devo dare ragione, del mio smodato amore per gli ebrei. Ho sempre trovato la loro versione del monoteismo così carnale, così estranea da sterili filosofemi, così viva! Anche qui c'è la mia passione per le minoranze... va comunque fatta una introduzione: il mio romanzo inizia quando tutto ha fine. In terra di Israele è già successo tutto: Yeshu di Natzrat è già stato tradito, flagellato, condannato ed è morto. E le tre Myriam, come racconta la leggenda antica, hanno abbandonato quella terra intrisa di sangue e con un'esile barca hanno preso il largo e sono arrivate, attraversando il mare, in una località sperduta, sulla costa francese, località che in seguito, proprio per l'arrivo delle Myriam, si chiamerà Les-Saintes-Maries-de-la-Mère. La prima scena è proprio in una della lingue di terra della laguna di questa località. C'è una casa e in essa vivono le tre donne, ferite a morte per la morte del figlio, dell'uomo, del maestro. Myriam di Natzrat, Myriam di Migdal e Myriam di Bet-Aniyyah. Vivono come sospese nel tempo poiché il tempo, quella duro della storia dell'uomo, le ha ferite per sempre. Myriam di Migdal, delle tre donne, è quella che ha preso il posto principale nella narrazione. Essa, fedele al suo esilio, cercherà di comprendere il significato di tanto dolore.

Rispetto alla svariate rappresentazioni che abbiamo di questa donna, come ti sei rapportata e che cosa hai voluto far emergere o, eventualmente, smentire o svelare?
    Come dicevo, la mia Myriam è una donna ebrea figlia di un rabbino. Non ho dato spazio a ipotesi alla Codice da Vinci. Fondamentalmente ho voluto proporre una versione ortodossa di Myriam perché già in questo modo essa è totalmente rivoluzionaria. Per me Myriam di Migdal è una donna, il prototipo di tutte le donne, che fa dell'amore - dell'Amore - il fulcro della sua intera esistenza.

Sacro e profano sono due poli imprescindibili anche in questo tuo lavoro? Se sì, come li tratti nel tuo lavoro, come si rapportano tra loro e nel contesto dello sviluppo della vicenda?

    Il mio lavoro è fondamentalmente umano, terreno. Non sono una teologa e non mi innalzo nelle pericolose costellazioni della teodicea. Anche per questo, come nel meraviglioso musical Jesus Christ Superstar, non ho messo alcun riferimento alla resurrezione che, come dice un mio carissimo amico sacerdote, è argomento di fede personalissima che non vuole essere imposta ma eventualmente accolta nel segreto del cuore di ognuno.

In cosa consiste l’amore che è il perno della storia e come si intreccia, alle vicende dei personaggi e alla componente religiosa? E, in generale, che cos’è l’amore, alla luce di questo romanzo? 
    L'amore è Amore. Non ci sono altre definizioni. Esso può dannare o elevare nell'alto dei cieli. L'amore, come io lo intendo, è mettere un “tu” al centro della propria esistenza perché quel “tu” ci permette di essere meglio noi stessi.

Prima o durante la scrittura, hai attinto a delle fonti in particolare? Quali e come le hai rielaborate?
    Questo romanzo presenta ad esempio degli apparati quali Il Vangelo secondo Maria Maddalena (Il Vangelo di Maria), redatto secondo i Pap. 8502 di Berlino e Pap. Rylands III, n. 463.

Se vuoi parlarcene più diffusamente…
    Io dico, scherzando (ma poi mica tanto), che i miei romanzi sono romanzi con bibliografia. E in effetti ho inserito una bibliografia essenziale dei testi che h consultato. Mi documento molto a 360° sugli argomenti che intendo trattare, e quando ho cercato il Vangelo di Myriam ha avuto difficoltà a reperirlo. È annoverato tra i vangeli gnostici con altri, ma quello di Myriam, in modo curioso (!) non si trova. Ce n'è solo una edizione a cura di Jean Yves Leloup edita da Servitium. Questa è una delle ragioni che mi hanno indotto a inserirlo in appendice. Che una donna abbia ispirato la redazione di un vangelo è sorprendente e va conosciuto.

Prima Arianna, ora Maria Maddalena. C’è un legame tra i personaggi protagonisti di questi tuoi lavori? Nascono nell’ambito di una tua ricerca, di un tuo desiderio di dare una particolare lettura a queste figure femminili, collegandole ad altre situazioni o contesti?

    Sì, e come diversamente? Le mie donne sono donne solitarie, eccezionali (nel senso che sono un'eccezione) che percorrono fedelmente un cammino che è dato loro da compiere. Al di là dell'epilogo delle loro storie personali esse sono la stesso prototipo declinato in diversi contesti. In modo un po' provocatorio oso affermare che se Arianna avesse vissuto la vicenda di Myriam, avrebbe fatto le stesse cose che ha fatto quest'ultima, e viceversa.

Nella scrittura di questo romanzo, che cosa hai voluto mettere in evidenza? Cosa, invece, hai evitato?

    L'intero romanzo è un viaggio nei ricordi che Myriam fa rievocando parole e avvenimenti di Lui, colui che ha impresso a fuoco in suo nome sul suo cuore (dal Cantico del Cantici “come un sigillo sul cuore”). E questo viaggio lei lo fa in solitudine, in una grotta, in terra straniera, da eremita, scrivendo. Poiché sarà proprio la scrittura la sua salvezza. Scrivendo (come ho fatto io scrivendo il romanzo) Myriam giungerà a capire la vera portata di quell'Amore che, con la morte di Yeshu, lei ha creduto le fosse stato sottratto per sempre.

Dal punto di vista tecnico e stilistico, come hai lavorato?
    Ho cercato di scrivere come fa il mare, quando è tranquillo, sulla spiaggia gettando una dopo l'altra le onde con ritmo, accarezzando la pelle di sabbia. E ho cercato che fossero le immagini, i fatti narrati a provocare nel lettore un senso di esistenziale nostalgia.

Come si pone Maria Maddalena rispetto al tuo lavoro di autrice?
    Myriam è una parte di me, ora siamo legate dalla scrittura e dalla passione per la vita che ci unisce. Essa scrive con me e respira le mie giornate.

Quali sono i tuoi prossimi progetti? Obiettivi?
    Ho in cantiere due lavori. Uno, già terminato, di fantascienza (ma non ci sono né guerre intergalattiche, né alieni mostruosi, né uccisioni o tradimenti di imperatori o quant'altro) che si intitola provvisoriamente Space Nostalghia ed è un lavoro, dedicato al mio secondogenito Sebastiano, che vuole essere anche un omaggio a quell'artista e cantante visionario di David Bowie (il titolo infatti riecheggia il suo Space Oddity). Poi c'è in lavorazione anche il sequel (brutta parola) di Arianna dal titolo eloquente La vendetta di Fedra. Ancora una donna... Ci sto lavorando in maniera intensa.

Se vuoi aggiungere altro…
    Sì, mi piacerebbe fare un riferimento anche alla mia attività teatrale. Quest'anno ho finalmente potuto realizzare un desiderio che avevo da tempo. Lavorare con un gruppo di donne. Il titolo del progetto, che vedrà termine in uno spettacolo corale e molto corporeo, è The Sleeping Beauty. La tradizionale storia della bella addormentata (nelle molteplici versioni dei Grimm, di Perrault e di Basile) è servita sia come storia da narrare, sia come cammino da percorrere. Andremo in scena a giugno, il 16. La location è ancora in via di definizione.

Come concludere? Beh, tornando a Myriam, mi piacerebbe conoscere i pareri delle persone che vogliono affrontarne la lettura. In questo mondo letterario di scrittori facili e di storie melodrammatiche io certamente non avrò un posto di primo piano. La mia scrittura graffia, interroga, disorienta, incupisce... grazie a coloro che si lasciano interrogare da essa.


Scheda tecnica del libro
Maria Maddalena - La donna di Gesù
di Manuela Ottaviani
Editore: DAE
Collana: I nuovi Bestseller
Numero di serie: Vol. 14
Anno: 2017
Genere: Narrativa Contemporanea/spirituale
Pagine: 98
Formato: Ebook 3,99 €
Sito DAE: http://how2edizioni.it/dae/
Acquistabile su tutti gli eStore

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